
Dal teatro Lirico di Milano, Mussolini fece l’ultimo suo trascinante discorso. Alla triennale di Milano, Antonio Ricci, é riuscito a trascinare divi, divetti, divani, starlette, veline, beline, velone, infiltrati, spie…tutti alla ricerca di un incontro, un appuntamento, di un contratto. Veline irriconoscibili, artisti dimenticati, chiusi in una grande sala dove non c’era niente da mangiare e da bere, sembravano tutti dei deportati che chiedevano la grazia a "S. Antonio": io sbagliando percorso, per fatal combinazione, in un oceanica folla, perdendo la via del palcoscenico, vedo un uomo attaccato ad un muro che assomigliava ad Antonio Ricci. Li dico: Antonio sei tu? Lui come un automa stringeva mani da ore e con leggera inflessione genovese, mi risponde: "Si, sono io!".
Vengo a scoprire che aveva una protesi al braccio per riuscire a stringere la mano a tutti; pensai anche che fosse un sosia dal momento che ho avuto una soffiata da qualcuno che lo aveva visto cinque minuti prima ad Alassio mangiare tranquillamente con la sua famiglia. Altri mi hanno riferito di averlo visto in Palestina ad allestire la "Striscia…..di Gaza". Io non avendo né proposte di trasmissioni, né illusioni, né vecchi rancori, ero l’unica ad avere la forza fisica per stare in piedi perché ero andata al ristorante e avevo mangiato prima di essere deportata nel lagher degli artisti. Avevo anche pensato di far intervenire la Caritas vedendo questi "poveri" artisti girovagare barcollanti, dopo le grandi delusioni, a cercare un pezzo di pane.
I grandi Gerarchi, (la Hunziker, Scotti, Bongiorno, Greggio, Iacchetti, Fede , accompagnati dai loro Federali) hanno fatto una fugace apparizione, intervistati a più non posso da tutte le televisioni, loro probabilmente avevano mangiato e……..continuano a mangiare, aggiungo io! Noi camerati siamo stati lasciati allo sbando come l’otto settembre. Attendavamo gli alleati per l’ora della liberazione (un altro 25 Aprile), solo la Parietti poteva permettersi di resistere fino all’ Alba!!!!
Io sono riuscita a distribuire volantini pubblicitari del mio ristorante, lanciandoli persino dal palcoscenico, dove un pubblico di sfollati irriducibili, con le mani al cielo, si accapigliava per poterli prendere pensando che fossero dei buoni pasto!?. Poi mi sono arresa con gli onori delle armi, riabbracciando finalmente la mia libertà!